liberodipensare

senza apprendere dagli eventi, la storia tende a ripetersi
martedì, 19 maggio 2009

un film appena visto

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si può fare, film di Giulio Manfredonia pieno di felicità e di umanità, senza nascondere la difficoltà di essere umani.
il film affronta il cambio di mentalità che si ebbe negli anni 80 nella concezione della malattia psichiatrica e dei suoi rimedi; la cosidetta legge Basaglia.
Nello, dirigente di sinistra innovativo, al passo coi tempi nelle idee e nelle azioni, proprio per questo viene spedito ad occuparsi di una cooperativa particolare, composta da matti.
Tra la reticenza dello psichiatra che si occupa dei malati e tra le improvvise reazioni dei "soci", Nello riesce a convincere tutti ad avviare una attività produttiva nell'installazione del parquet.
Sogni infranti, grandi drammi ma sopratutto grande umanità traspare da questo ottimo film in grado di donare un sorriso ed una speranza nonostante la tragedia della vita...

 
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categoria: film, psichiatria, societĂ 

mercoledì, 15 aprile 2009

L'infinita incapacitĂ  del PD

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Per poter parlare di sinistra in Italia bisogna essere molto informati.

Bisogna sapere che per circa 40 anni sinistra in Italia voleva dire Partito Comunista, anzi, il maggiore Partito Comunista europeo, anche fra i paesi appartenenti alla Nato. Sempre a sinistra ma molto lontana dal PCI stava la galassia socialista, la quale in Italia a causa della frammentazione e della cattiva scelta di allearsi elettoralmente con il PCI nei primi anni della prima repubblica, (scelta voluta da Nenni, che poi ebbe a pentirsene più volte), non ebbe mai lo stesso peso che le istanze socialiste avevano in tutta Europa. Da qui possiamo notare la prima anomalia nei confronti del sistema partitico europeo, ossia mentre in Europa nei singoli stati a confrontarsi sulle sorti dei parlamenti vi erano una tradizione popolare e conservatrice e una tradizione laica e socialista, in Italia vi era una forza popolare e fortemente cattolica e una forza senza dubbio comunista, anzi direi sovietica.

Alla caduta del muro di Berlino nel 1989 i partiti socialisti europei non ebbero molti problemi ad accettare il nuovo status poiché avevano tutti abbandonato le simpatie per il regime sovietico ma in Italia?

Il PCI pensò di poter riabilitarsi agli occhi della storia cambiando nome e abbandonando i simboli storici, al prezzo di una sofferta seppur minima scissione con Rifondazione Comunista.  

Il PSI ebbe una sorte assai peggiore, sprofondò e scomparve sotto i colpi di Mani Pulite e sotto le malefatte di alcuni dei suoi dirigenti.

Dopo l’entrata nello scenario politico del Cavaliere la nomenclatura di ciò che era rimasto della DC riassunse il nome originario di Partito Popolare e scelse di non voler fare di Berlusconi il proprio leader, ma prosegui sotto la segreteria di Martinazzoli sulla linea del compromesso storico.

In quel momento nacque quello che noi oggi conosciamo con il nome di centro-sinistra.

Da allora ad oggi con svariate esperienze di governo, ( Prodi, D’Alema, Amato) il centro sinistra non ha mai voluto fare i conti con il proprio passato, riuscendo finalmente a scogliere i nodi delle due grandi tradizioni che lo compongono, democristiana e comunista. Solo Veltroni, forse resosi conto della impossibilità di continuare una esperienza di governo comune con forze così distinte, ha provato con una tempistica suicida e con un colpo di mano a scogliere quei maledetti nodi, fondando il Partito Democratico e seguendo la strada maggioritaria e solitaria.

Alla fine però rimangono i cocci di qualche cosa che si è rotto e che difficilmente potrà rinascere come era stato progettato.

Il PD non è in grado di esprimere una linea comune su moltissime e diversissime istanze, e ciò che è più grave, è che il PD oggi non è in grado neanche di difendere quelle libertà che invece è importantissimo che siano difese, oggi più che mai…

Arrivederci alla prossima

                                                                                                          alius  

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categoria: politica, sinistra, partito democratico

giovedì, 18 settembre 2008

DA OGGI ALMENO UN POST A SETTIMANA.

forse.....................................

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categoria: buone intenzioni

martedì, 15 luglio 2008

GUSTAVO ADOLFO ROL. un uomo eccezionale

tu sai che per mantenere eterno il proprio spirito intelligente bisogna prestare attenzione a 3 cose

vivere libero

essere puro di cuore

morire

Gustavo Adolfo Rol

rol

Chi era Gustavo Adolfo Rol. E perchè suscita ancora a 14 anni dalla sua morte domande e stimoli così grandi ed importanti da essere considerato a torto o a ragione un maestro spirituale dell'Occidente. Io non sono un esperto ne tantomeno un erudito sulla figura di Rol ma ne sono rimasto affascinato a tal punto che ho sentito la necessità di condividerlo. Domanda: chi era Gustavo Rol?

Gustavo Adolfo Rol nasce a Torino nel 1903. Terzo figlio di Vittorio Rol ,avvocato funzionario di banca tra i fondatori della Banca Commerciale Italiana, e di Marta, figlia di un magistrato originaria di Parma. La famiglia di Rol era una famiglia agiata appartenente all'aristocrazia torinese.

Da bambino Rol non fu precoce nel parlare. Solo a due anni la prima parola che, anche se tardiva, pareva presagire l'unicità del personaggio; in effetti la prima parola di Rol fu NAPOLEONE. Da giovane non sviluppò un metodo nello studio ma era attratto dall'arte visiva e in maggior misura dalla pittura. Nonostante la sua mancanza di interesse per lo studio tradizionale per amore della famiglia imparò e si laureò in giurisprudenza a Torino.( in seguito conseguì anche le lauree in biologia in Francia e in Scienze commerciali a Londra). Partecipò alla prima guerra mondiale negli alpini e rimase scosso dalle bellezze della montagna che con la loro silenziosità e la loro solitudine riuscivano a placare la sua fervida irrequietezza.

Per volere del padre intraprese la vita di funzionario di banca e decise di trasferirsi a Marsiglia. Li secondo Pittigrilli (famoso studioso di misteri degli anni 30/50 e autore del testo fondamentale il gusto per il mistero) conobbe un misterioso polacco. A Rol quella persona così distaccata con gli altri, aristocratica e profondamente riservata suscitò una imminente curiosità tanto da spingerlo a conoscerlo. Pittigrilli afferma che il polacco portò Rol fuori dall'albergo e gli disse: "io sono ateo lo sa? e se vuole glielo dimostro. lo vede quell'orologio sulla piazza? bene io fermerò l'orologio solo con la mia volontà.." e così fu. in effetti Rol rimase stupito da quell'evento formidabile e pare che il polacco continuò tutta la notte a dare dimostrazione delle sue facoltà. Quella fu per Rol l'inizio di una avventura incredibile e di una profonda amicizia; durata sino alla morte del misterioso polacco. Alcuni affermano che il rapporto durò anche in seguito poichè Rol era solito nei suoi esperimenti riferirsi ad un Lui e molti pensano che questo Lui sia in realtà lo spirito intelligente del misterioso polacco.  (prima parte)

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categoria: gustavo adolfo rol

giovedì, 15 maggio 2008

I MIEI TEssssssssssssssssORI

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venerdì, 25 aprile 2008

Vday
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domenica, 02 dicembre 2007

non abbandonateli

stradaPippo-thumbimmagina  un cane abbandonato.  in mezzo alla strada, incredulo di quello che improvvisamente si trova intorno, lui tenta di capire il perchè, la ragione per cui quel padrone a cui lui ha voluto sempre bene tuttoaduntratto lo portafuori in un posto sconosciuto e li lo lascia. è notte, il cane si guarda attorno ma vede solo cose senza senso, questo perchè lui guarda esclusivamente nel verso dal quale il padrone tanto amato si è allontanato. e li rimane il primo giorno, incredulo ma fiducioso che improvvisamente ogni cosa tornerà al suo posto; fa freddo, ma non importa tanto il padrone presto tornerà. il secondo giorno il dispiacere ed il malessere cominciano a prendere il sopravvento. il cane, ferito e sporco, comincia a farsi forza e tenta di cercare qualsiasi cosa attorno a se che possa dargli un aiuto, un appiglio con cui salvarsi da quella situazione cosi incredibile ma sempre più vera. il terzo giorno il cane si ferma, si accuccia e comincia a non sentire più niente. il freddo, la fame, sono cose passate, oramai vi è solo un lieve torpore lasciato da giorni precedenti di stenti e di amarezze. non guarda neanche più la strada da cui il suo amato padrone se ne è andato; a pensarci bene neanche ricorda bene quale sia quella precisa. attorno a sè il frastuono, macchine ovunque ma nessuna con quel rumore inconfondibile che per  anni ha segnato la sua vita.


Da quel momento in poi il cane rimase lì. passò molto tempo in quella posizione, tanto da dimenticarsi tutto, o quasi, di quello che era successo. l' unica cosa che ricordava con certezza era la macchina, il rumore che lo aveva lasciato lì senza nessuna reale motivazione. ad un tratto non gli sembrò vero ma sentì quel rumore inconfondibile e si alzò, correndo come mai aveva fatto prima verso la strada e forse verso la speranza di ritrovare tutto il mondo che lo aveva reso felice tempo prima...
 
Il racconto finisce qui. Come è destinato a finire non si può sapere... Forse il cane abbandonato potrà ritrovare l'amore che gli è stato ingiustamente tolto, o forse in quella macchina troverà solo un autista disattento che come spesso succede lo investirà... 

alius

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categoria: contro abbandono animali

sabato, 01 dicembre 2007

I PARTITI DI OGGI NASCONO PEGGIO DI IERI

 

liberta partito

 

Nasce il partito della libertà, oppure del popolo della libertà. Il nome non risulta essere fondamentale poichè dietro tale nascita è evidente che non ci sono le caratteristiche che hanno da sempre accomunato tutti i partiti del novecento.l' identità da valore fondante di molte meravigliose aspirazioni ideali è diventata una cosa da cui fuggire. la militanza, che ha forgiato amicizie e glorie per una società più consapevole non è più necessaria. Berlusconi, con la sua iniziativa ha messo a dura prova tutto lo scenario politico. certamente sembra che nella ex-casa delle libertà Fini sia il più contrariato. Io oso dire che ha perfettamente ragione. Alleanza Nazionale rappresenta un processo in movimento che anche se non ha ben chiare le proprie aspettative, è comunque portatore di valori ed idealità che hanno segnato la storia della Repubblica. Per questo motivo è evidente che non può  ridurre ciò che fu il fiero M.S.I., la sua succesiva abiura del passato e la nascita di AN ad una sconclusionata  e del tutto populista azione berlusconiana. Per capirci meglio. Come pensava Berlusconi di far entrare volontariamente Fini nel Partito della libertà quando probabilmente il nuovo apparato dirigente sarà espressione della signora Michela Brambilla? io non mi pronuncio sulla suddetta ma certamente è una figura che vorrebbe rappresentare il nuovo, (ed infatti si scaglia spesso demagogicamente contro la politica in generale), ma essa stessa si dimentica di essere una creatura di Berlusconi, che di nuovo oramai esprime ben poco.. Ed ancora. Avete visto che da Tangentopoli pochissimi sono stati i partiti che hanno deciso di chiamarsi con l'appellativo partito? An; DS; FI; Margherita; UDC; SDI; e via dicendo.. manca la P di partito. Oggi nasce il Partito Democratico; il partito della libertà( il mio consiglio è assolutamente di non scegliere questo nome degno solamente di qualche debole democrazia post- comunista; africana o sud America.

 concludendo una ultima riflessione. Tangentopoli ha segnato una epoca. da allora non siamo riusciti ad avere una stabilità del sistema politico, e quindi molte strane leggi elettorali sono state approvate senza una benchè minima lungimiranza. Siamo passati da un maggioritario che comunque aveva un senso di novità per un proporzionale peggiore persino della prima repubblica. Cittadini, noi oggi votiamo similarmente a Cuba. con i listoni e con i partiti che decidono chi va e chi no. ed ancora il gesto di berlusconi evidentemente è legato alla imminente discussione sulla legge elettorale; difatti con un grande colpo di teatro da escluso dal tavolo delle trattative che era,  è diventato il principale attore assieme a Veltroni. Per questo dico che siamo ancora schiavi di tangentopoli, che non abbiamo alcuna speranza di riforma con questo sistema elettorale, e sopratutto continuiamo a farci riconoscere come i soliti italiani intrallazzini e inaffidabili. Questa non è democrazia....

Grazie per la pazienza ed alla prossima.

alius

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categoria: politica, berlusconi, antipolitica

martedì, 13 novembre 2007

Ciao Gabriele

gabriele
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categoria: gabriele sandri

venerdì, 09 novembre 2007

Il freddo che viene dall' EST

UE per tappe fino al 2007In questi giorni non si può ignorare lo spirito di contrasto sociale  che emerge da  tutta la penisola. è evidente che la xenofobia in Italia rappresenta uno spirito mai sopito ma è altresi evidente che gli italiani sono ( a confronto con altri popoli europei non post comunisti) tendenzialmente un popolo tollerante per diverse ragioni: non dimentichiamoci infatti che noi siamo figli di una moralità cristiana che di buono, anche in tempi cupi, ha espresso sentimenti di solidarietà e pietà che sono penetrati anche nella laicità dello stato. La domanda è alquanto semplice; perchè come al solito si è dovuto attendere la tragicità di un efferato delitto per ripensare l'annoso e complicato problema internazionale della immigrazione irregolare? ed ancora: perchè il governo ha agito sull'onda emotiva con una prassi emergenziale rappresentata dal decreto  di fronte ad una questione mondiale? il  dubbio personale che mi fa essere malfidato nei confronti di chi dovrebbe occuparsi dei flussi migratori e della presenza di immigrati (anche comunitari)è rappresentato dalla mancanza di un piano generale. mi spiego meglio. In Italia non si può, tranne che in casi eccezionali, allontanare dai confini  nazionali chi vive nel nostro Paese e  che per svariati motivi meriterebbe di non risiedere sul nostro territorio e di usufruire dello stato di diritto. è molto semplice; non si può. Molti credono che la legge Bossi Fini fosse molto più risoluta in questo senso, non è vero poichè l'accompagnamento coatto oltre i confini nazionali è previsto solo in alcuni casi. ed allora come fa lo stato italiano a difendersi da quegli individui pericolosi che delinquono? o si mettono nelle carceri oppure gli si intima di allontanarsi dal nostro Paese. A me sembra un modo poco intelligente per un semplice motivo: perchè dovrei andarmene da un Paese che mi permette di delinquere senza grandi conseguenze penali e che tutto sommato mi fa fare una vita migliore rispetto a quella di provenienza? ed inoltre: perchè dovrei andarmene se non c'è nessuno che mi obbliga a farlo? meglio rimanere in clandestinità, magari contraffacendo la mia identità per poi essere invitato un'altra volta ad allontanarmi dai confini nazionali per poi rientrare con un'altra identità. Questo è quello che accade oggi per gli immigrati irregolari. Per capirci si esce dalla porta e si rientra dalla finestra poichè non si riesce a risalire alla identità di circa il 50% degli irregolari. Discorso differente va fatto per gli immigrati regolari, e quindi anche per i rumeni. Che lo vogliate o no, I rumeni sono cittadini comunitari proprio come gli italiani: senza alcuna differenza. Quindi io rimango del tutto stupito quando ad esempio alcuni esponenti del centro destra( soprattutto quell'inutile demagogo figlio della peggiore tradizione democristiana che è Casini) si fanno le passeggiate nelle baraccopoli, oppure raccolgono la percezione di insicurezza degli italiani alimentando sentimenti xenofobi verso un unico popolo che loro stessi hanno voluto sostenere nell'ingresso nella comunità europea. Lo sapevate che l'Italia è stato uno dei maggiori sponsor dell'ingresso della Romania in Europa?

Concludendo: io imputo la responsabilità di ciò che avviene nel nostro Paese alla mancanza totale di una visione globale del problema immigratorio; per quanto riguarda i rumeni è vero che in pochi anni ne sono arrivati troppi. è vero che hanno delle peculiarità nel commettere reati. Preferiscono quelli contro il patrimonio, le terrificanti rapine nelle ville e più in generale contribuiscono a ingrandire il degrado. è vero che si chiudono in comunità poco aperte ma  è anche vero  che c'è molta gente onesta che merita di vivere in Italia proprio come me. Un ultimo appunto che bisognerà trattare meglio in futuro. Ma l'UNIONE EUROPEA, questo fantomatico organismo avido di potere e di burocrazia, capace di dire a tutti i suoi membri come comportarsi e capace sopratutto di evocare ancora grandi speranze, dov'è!!! Non vi sembra logico che a preoccuparsi di risolvere la questione immigratoria nei confini dell'UE debba essere la stessa UNIONE EUROPEA? Io personalmente ho salutato nel 2000 la nascita dell'UE con grande entusiasmo vedendo in essa una formidabile opportunità di sviluppo e di lavoro. Sono passati 7 anni ed oggi l'Italia è un paese più povero e più insicuro, e di lavoro legato alla sopravvalutata UE non ce ne è neanche l'ombra. Grazie per la pazienza ed alla prossima.

                                                                                                                                                                         alius

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categoria: politica, europa, rumeni

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